LETTERA APERTA AL GOVERNO MONTI: Troppi Italiani minacciano il suicidio

Spett.le Presidente Monti,

                                    non avrei mai pensato di dover scrivere una lettera di questo tipo, ma la situazione attuale e le ripetute mail che ci arrivano sul nostro sito, mi impongono moralmente di farle presente un problema in costante aumento.

Gentilissimo Presidente Monti, tutti i giorni ci arrivano mail da piccoli e medi imprenditori, sull'orlo del baratro, che minacciano come "ultima spiaggia" di suicidarsi, può sembrare una frase forte, propagandistica, ma purtroppo non lo è. 

Negli ultimi periodi alcuni piccoli artigiani e imprenditori, si sono "dati fuoco" strozzati dal fisco e dalle Banche, ma non viene in mente a nessuno che forse "stiamo sbagliando".

Le sembra possibile che la gente comune arrivi al punto di minacciare di uccidersi, con lettere aperte via mail, come a noi a tanti altri, perchè non sanno dove "sbattere la testa".

Io personalmente non sono mai intervenuto in questioni che non mi riguardano, come responsabile di uno dei Fans Club del Presidente Berlusconi, mi sono sempre prodigato nel promuovere solo i nostri programmi e le nostre azioni politiche, ma adesso, vedendo tanta depressione e ricevendo tante mail del popolo che minaccia il suicidio, ritengo che la cosa sia anche di mio interesse, in quanto sono coinvolti gli Italiani, di destra o sinistra non conta, FRATELLI ITALIANI.


La disoccupazione è al massimo, le Banche strozzano tutti e non finanziano nessuno, il fisco batte a tappeto tutti, belli o brutti, cattivi o buoni, poveri o ricchi, ma della crescita, dello sviluppo, del futuro per i giovani Italiani chi ne parla.

Ogni giorno invece che una novità per lo sviluppo, viene fuori una nuova tassa, ma Vi rendete conto che così si arriva al punto di non ritorno.

Concordo con Lei Presidente, che i conti dello stato vanno risanati, ma distruggere le piccole e le medie imprese succhiando tutte le risorse alle stesse, vuol dire a mio modesto parere , risollevare la posizione debitoria Nazionale in via temporanea,ma distrugegre l'Italia a medio termine.

Confidando nella Sua esperienza, spero che prenda questa mia lettera come lo sfogo di un amico, che vuole nel suo piccolo farle sapere cosa dice il Popolo che volente o nolente è Sovrano della Nostra Amata Italia.


Roberto Giusti Responsabile del silvioberlusconifansclub.IT


Ecco i Fatti: 

Il 3 aprile un’anziana 78/enne di Gela si uccisa lanciandosi dal terrazzo di casa. L’Inps le aveva ulteriormenteridotto la pensione di 200 euro (da 800 a 600) e lei, Nunzia C., ha deciso di farla finita.

- L'1 aprile un artigiano di 57 anni si è impiccato all’interno della sua bottega di conici a Roma a causa dei ‘’problemi economici’’.

- Il 27 marzo scorso Giuseppe Pignataro, 49 anni, di Trani, si è ucciso dopo essersi lanciato dal balcone della sua abitazione. L’uomo, che faceva l’imbianchino, si è tolto la vita a causa delle difficoltà nel trovare un’occupazione stabile in grado di fornire un reddito degno alla propria famiglia.

- Il 23 marzo un imprenditore quarantaquattrenne di Cepagatti (Pescara) si è impiccato nella sua azienda. Strozzato dai debiti, non ha retto alla vergogna di non poter pagare gli stipendi ai dipendenti e all’incertezza sulla sua capacita’ di garantire un futuro al figlio e alla compagna.

- Il 21 marzo un uomo di 47 anni che gestiva un’attività commerciale, ma da due anni era senza lavoro,si è ucciso con un colpo di pistola nella sua automobile nel cosentino.

- Il 21 marzo un imprenditore edile, di 53 anni, in crisi da tempo per i crediti che non riusciva a riscuotere e che vantava nei confronti di pubbliche amministrazione e di privati, si e’ tolto la vita impiccandosi in una baracca dietro casa nel bellunese, mentre i familiari lo aspettavano a cena.

- Il 20 marzo un giovane artigiano di 29 anni si è impiccato a Scorano (Lecce). L’uomo ha lasciato un biglietto spiegando che non riusciva a trovare un altro lavoro e che era disperato.

- Il 9 marzo Vincenzo Di Tinco, titolare 60/enne di un negozio di abbigliamento si è impiccato ad un albero a Ginosa Marina (Taranto). In pochi giorni si era visto addebitare, forse per errore, 4.500 euro di commissioni bancarie e rifiutare un prestito di poco piu’ di mille euro.

- A febbraio un elettricista di Sanremo, 47 anni, si è suicidato sparandosi al capo con una pistola. L’uomo era stato licenziato qualche settimana fa dalla ditta nella quale lavorava da molti anni.

Un imprenditore 64/enne si è impiccato nello stesso mese all’interno del capannone della sua azienda, nel fiorentino. All’origine del gesto motivi economici.

- A Paternò (Catania) un altro imprenditore di 57 anni ha posto fine alle sue ansie con il suicidio: si è impiccato, in un deposito di proprietà della ditta della quale era titolare, in preda alla disperazione a causa dei debiti contratti dalla sua azienda.

 - SILVIO BERLUSCONI FANS CLUB

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