L'Italia multietnica e multiculturale e' ''un valore'' ed esiste gia' ''di fatto''. Lo ha detto all'ANSA il segretario generale della Cei mons. Mariano Crociata osservando che ''il problema e' invece il modo in cui le culture e le presenze si rapportano'' perche' ''non si cresce insieme in una accozzaglia disordinata e sregolata''. Secondo il segretario generale della Conferenza episcopale italiana, le questioni legate alla multietnicita' e alla multiculturalita' in Italia ''sono discorsi superati, nel senso che la molteplicita' e' un fatto. Ed e' anche un valore''. ''Il problema - ha avvertito mons. Crociata - e' invece il modo in cui le culture e le presenze si rapportano''. ''Non si cresce insieme - ha spiegato - in un' accozzaglia disordinata e sregolata ma a partire da un tessuto storico, sociale e culturale comune che costituisce il volto, l'identita' di un paese''. Non si vuole, ha precisato il vescovo, ''cancellare l'identita' di ciascuno'' ma nemmeno teorizzare ''un'irreale parificazione che e' cosa diversa dall'eguaglianza''. ''L'appiattimento infatti non aiuta lo stare insieme, anzi lo distrugge'', ha aggiunto concludendo che e' necessario ''coordinarsi all'interno di un orizzonte di fondo condiviso, di un tessuto comune che avvolga tutti, anche chi viene'' da fuori, come gli immigrati. FRATTINI, RESPINGIMENTI UN OBBLIGO REGOLE UE
ROMA - Il respingimento dei barconi di clandestini intercettati in acque internazionali risponde ''alla doverosa applicazione delle regole europee''. A spiegarlo, in collegamento telefonico con il Tg4, il ministro degli Esteri Franco Frattini, sottolineando che ''non si tratta di razzismo o intolleranza'', ma di dare un segnale chiaro: ''In Italia e in Europa si entra solo rispettando la legge''. ''Le motovedette - ha rilevato Frattini - non hanno la facolta' ma il dovere, per conto dell'Unione europea, di intercettare'' chi non ha ancora oltrepassato i confini Ue, ''perche' quando uno entra in Italia e' entrato anche in Europa'' e puo' andare in qualsiasi dei suoi paesi. ''Siamo obbligati dall'Unione a pattugliare il Mediterraneo - ha concluso il ministro - e lo facciamo'' come lo devono fare gli altri paesi. Se, ad esempio, l'intercettamento avviene da parte di una motovedetta spagnola - ha spiegato il ministro - scattano gli stessi obblighi. Quelli cioe' di ''identificare i paesi da cui sono partiti riportare li' i clandestini''. I respingimenti, oltre ad essere un obbligo imposto dalle norme Ue, rappresentano - ha concluso il ministro - anche un ''principio di credibilita': come si fa a parlare di politiche migratorie se non si distinguono i clandestini dagli immigrati che vengono per lavorare?''.
LEGA PLAUDE AL PREMIER. ALTRI RESPINTI
Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, oggi a Vicenza parlando con i giornalisti ha riassunto l'ultima azione del governo contro l'immigrazione clandestina messa in atto questa mattina. "Questa mattina mi ha chiamato il capo della polizia Antonio Manganelli e quando chiama il capo della polizia sono sempre un po' preoccupato - dice Maroni -: o è una buona notizia o è una cattiva. Purtroppo lui ha sempre la stessa voce e all'inizio non si capisce che notizia sia. Per fortuna questa volta mi ha detto 'ministro, le confermo che alle 8.15 abbiamo riportato a Tripoli altri 240 clandestini'".
Maroni ricorda che "abbiamo cominciato dopo 10 mesi di trattativa complicata con la Libia ad applicare il principio del respingimento. Sulle acque internazionali che sono di tutti e di nessuno non possiamo lasciarli? Bene non facciamo altro che riportarli da dove sono venuti". "Abbiamo cominciato cinque giorni fa - sottolinea il ministro -. Sino a oggi abbiamo respinto oltre sei barconi per circa 500 clandestini che sarebbero dovuti essere ospitati da noi. Una svolta importante non è una novità in assoluto, ma assoluta nei confronti della Libia da cui arrivano oltre il 90% degli sbarchi avvenuti a Lampedusa. Chiudendo l'emorragia dalla Libia, possiamo dire che la piaga dell'immigrazione clandestina può dirsi risolta. Non è stato facile. Confermo e garantisco che le critiche, le accuse anche violente che ci vengono fatte da qualche rappresentante dell'Onu, che non è l'Onu, e da qualche organizzazione cattolica, che non è il Vaticano, mi entrano da una parte e escono dall'altra. Siamo i garanti per tutta Europa non solo per l'Italia".
BOSSI, NOSTRA LINEA FA PROSELITI
VICENZA - "La nostra linea fa proseliti". Lo ha detto il segretario federale della Lega Nord, Umberto Bossi, arrivando a Vicenza per partecipare agli Stati Generali del Carroccio, facendo riferimento alle posizioni di maggioranza e del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sull'immigrazione.
CALDEROLI: BERLUSCONI 'PONTIDIZZATO'
L'intervento del presidente del Consiglio che rifiuta un'Italia multietnica, per Roberto Calderoli, "sottolinea un passaggio rivoluzionario rispetto al passato". Calderoli lo ha osservato a Vicenza a margine degli Stati Generali della Lega Nord. "I respingimenti non sono mai esistiti prima d'oggi - ha proseguito - sono merito della Bossi Fini e oggi si possono realizzare". Calderoli nega che questo nuovo corso di Berlusconi possa influire sul consenso elettorale.
"Nessun fastidio - ha precisato il ministro - sono per la leale collaborazione tanto tra l'originale e la imitazione tutti scelgono l'originale. Di Lega ce n'é una sola". L'esponente del Carroccio ha sottolineato inoltre che su questo nuovo fronte ha "giocato un ruolo determinante il nuovo atteggiamento della Libia. E' stato fondamentale il negoziato con la Libia perché il problema è che è impensabile poter restituire al Paese di nascita gli immigrati; bisogna fare questa considerazione rispetto al Paese di provenienza. Se si abbinerà in Libia il controllo con i guardiacoste con equipaggi misti non ci sarà nemmeno la possibilità di partire da quelle coste".
MARONI, BENE BERLUSCONI MA NIENTE TESSERA LEGA
Contrariamente a Calderoli il ministro degli Interni Roberto Maroni non darebbe la tessera leghista a Berlusconi. Maroni lo ha detto giungendo a Vicenza per partecipare agli Stati Generali del Carroccio. "Non darei la tessere leghista a Berlusconi - ha sostenuto - anche se molte delle battaglie della Lega adesso cominciano a essere anche le sue battaglie. Questo è un bene perché l'autorevolezza è quella del presidente del consiglio". Il ministro ha precisato di "rendersi conto che quando noi diciamo certe cose siamo beceri razzisti quando le dice qualcun altro questo assume la dignità di una cosa di cui si può discutere. Va benissimo anche questo - ha concluso - ma queste sono le battaglie della Lega. Sono contento che Berlusconi le faccia proprie perché è un aiuto in piùa realizzarle".
CASINI, CHI GUIDA PAESE NON FACCIA DEMAGOGIA
PALERMO - "Penso che chi guida il nostro Paese non debba fare demagogie o compiacere la Lega, deve risolvere i problemi". Lo ha detto il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, oggi a Palermo, commentando le politiche dell'esecutivo sull'immigrazione. "Dire no a una società multietnica - ha aggiunto - significa ottenere un risultato: chiudere le nostre fabbriche, non avere collaborazione per i nostri anziani, delineare una società che non esiste".
"Chiediamo più serietà a tutti. - ha osservato Casini - e poi vorrei porgere una domanda al presidente del Consiglio: gli italiani non fanno più figli e una grande questione sociale e politica. Cosa fa il governo per la famiglia? il quoziente familiare che era stato promesso in campagna elettorale lo aspettiamo ancora". "Ci vuole insomma meno demagogia - ha affermato il laeder dell'Udc - e più serietà".
ZAIA, SOCIETA' MULTIRAZZIALE NO MULTIETNICA
VICENZA - Si richiama a Tony Blair, il ministro per le Risorse Agrcole Luca Zaia commentando il rifiuto di Silvio Berlusconi a un'Italia multietnica. "Sono d'accordo con Blair che è un illustre rappresentante della sinistra riformista internazionale - dice Zaia a Vicenza dove prende parte agli Stati Generali del Carroccio - quando dice sì a una società multirazziale ma dice no a una società multietnica". Sulla linea della Lega Nord in tema di immigrazione Zaia sottolinea che il movimento "porta avanti sempre le istanze del territorio: siamo rispettosi del contratto sociale e portiamo al governo quello che il popolo chiede e il popolo chiede sicurezza e integrazione possibile".
LA RUSSA; BENE BERLUSCONI,MANTENERE IDENTITA'
LATINA - Pieno appoggio alle affermazioni del Premier Silvio Berlusconi contro la società multietnica è stato accordato dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa. "Sostenere che la società italiana - ha spiegato La Russa a margine del raduno degli alpini a Latina - debba essere assolutamente convinta che occorra mantenere la propria identità, tradizioni, cultura, non significa che non possono diventare italiani persone di qualunque religione, razza e provenienza, ma significa che non bisogna disperdere la nostra storia che ci vede unici nel mondo"."La tesi di difendere l'identità italiana - ha aggiunto La Russa - una volta eravamo in pochi a difenderla, ora con le parole del Presidente del Consiglio siamo la maggioranza".
DI PIETRO, COSI' PORTE CHIUSE ANCHE A OBAMA...
ISERNIA - "Di questo passo in Italia non faremo entrare neanche Obama...". Antonio Di Pietro ritorna così sulle dichiarazioni di Silvio Berlusconi sull'Italia multietnica. In Molise per la presentazione della candidata molisana Idv alle Europee Erminia Gatti e di Cosmo Tedeschi, candidato alla provincia di Isernia, Di Pietro ha anche detto che Berlusconi "non sa neanche che vuol dire la parola multietnica. Poi chi cerca una sola razza sappiamo bene cosa fa...".
PREMIER, NO A ITALIA MULTIETNICA
di Yasmin Inangiray
Nessuna retromarcia sul contrasto all'immigrazione clandestina nonostante la preoccupazione espressa dal Vaticano per il respingimento di alcuni barconi con a bordo uomini e donne provenienti dalla Libia. A confermare la linea della fermezza è il premier Silvio Berlusconi che, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi con il titolare della Farnesina Franco Frattini per illustrare la politica estera nel primo anno di governo, ne approfitta per chiarire le differenze tra l'attuale esecutivo e la sinistra che "ha aperto le porte e che era ed è quella di un'Italia multietnica".
Una politica che non è poì quella del governo attuale: "Noi - chiarisce - abbiamo un'idea diversa". Ora, fa capire bene il capo del governo, l'Italia accoglierà "solo chi ha le condizioni per ottenere l'asilo politico". La lotta agli sbarchi clandestini dunque prosegue, anzi Berlusconi precisa che sulla materia non deve esserci "nessuno scandalo" anche perché i clandestini "vengono trovati in acque internazionali". In questo caso, è il ragionamento di Berlusconi, "vale il nostro diritto di respingerli". Le scelte in materia di immigrazione non comporteranno però una modifica della cosidetta 'Bossi-Fini', legge attualmente in vigore: "Non sarà cambiata - dice - e non è arrivata nessuna proposta al mio tavolo". A rafforzare la tesi del presidente del Consiglio ci pensa il ministro degli Esteri Franco Frattini che ricorda come la politica messa in campo dal nostro Paese rispecchi "le norme contenute nel patto europeo firmato a fine dicembre", allo scadere della presidenza francese dell'Unione europea. E se la sinistra è criticata per la politica sull'immigrazione clandestina, l'opposizione è presa di mira anche per l'atteggiamento tenuto per affrontare la crisi economica: "I suoi effetti - spiega - sono dovuti in parte al fattore psicologico" e, attacca il Cavaliere, "sfortunatamente c'é un'opposizione che guarda all'esistenza della crisi quasi con soddisfazione". Il premier, nel corso della conferenza stampa, ne approfitta anche per ricordare gli impegni del governo in campo internazionale, in primis il G8 a L' Aquila che fa sapere lo stesso Berlusconi, ha ricevuto il via libera anche dalla delegazione americana; e poi parallelamente l'impegno del governo nella ricostruzione dell'Abruzzo.
La decisione di tenere spostare il summit dalla Maddalena al capoluogo abruzzese è stata dettata anche dalla volontà di esprimere 'solidarieta'' alla popolazione colpitàa cui, ribadisce ancora una volta, andranno i fondi che arriveranno dall'Europa e che saranno impiegati per la ricostruzione. Infine, spazio all'economia con l'auspicio della chiusura dell'accordo tra Fiat ed Opel: "Spero ci sia un accordo positivo" dice in conferenza stampa e sottolineando come in queste operazioni incida anche il rapporto che c'é tra i governi.
Ecco una proposta veramente interessante che verrà presentata dal Nostro Staff al Governo, una proposta di legge ideata dal Team della Dama Music Production del Celebre Cantautore e Produttore DANILO AMERIO
LEGGE Amerio – Tedino - Giusti
PUNTI PRINCIPALI DI PROPOSTA
- Riduzione dell’imposta del valore aggiunto IVA al 4% a tutti i prodotti CD e DVD di sola produzione nazionale lasciando inalterato il valore dei prodotti stranieri.
- Obbligo per tutte le emittenti radiofoniche di programmazione di non meno del 70% di produzioni nazionali anche se in lingua straniera ma purché prodotti in Italia pena la sospensione della frequenza.
Csm
Per esigenza morale? Per scelta ideologica? Per necessità politica? E’ probabile che, in parte, ognuna di queste ipotesi costituisca la verità. Ma è altrettanto probabile che nessuna di questi interrogativi contenga una motivazione credibile al comportamento del Csm. E che la scelta di preparare un documento di critica dell’iniziativa del governo non sia stato altro che il semplice riflesso obbligato di una prassi che da tempo si è instaurata a Palazzo dei Marescialli e che negli anni ha progressivamente trasformato il Consiglio Superiore della Magistratura nell’organo di rappresentanza politica della corporazione delle toghe preoccupato solo di dare di tanto in tanto segnali di conferma del proprio nuovo ruolo. Questa valutazione esclude intenti rivoluzionari o addirittura eversivi. Non c’è nel comportamento dei componenti del Csm alcuna volontà di aprire conflitti insanabili tra le istituzioni o di rivendicare il primato del potere giudiziario su quelli legislativo ed esecutivo. Ma la particolare gravità del comportamento di una parte dei componenti del Csm sta proprio in questo. Se la sua azione fosse ispirata da un lucido progetto di cambiamento dell’assetto istituzionale del paese, tutto sarebbe paradossalmente più serio e comprensibile. Invece non c’è alcun disegno, alcun progetto, alcuna volontà rivoluzionaria o semplicemente innovatrice.
C’è solo la volontà di marcare la propria presenza, di apparire, di contare. Per fare cosa? Nulla. Se non di dare un segno della propria esistenza all’intero quadro politico ed istituzionale e ribadire una sorta di diritto di veto perenne rispetto a qualsiasi ipotesi di riforma e di cambiamento del sistema giudiziario del paese. Si tratta, in sostanza, di una presa di posizione che proprio perché è sostanzialmente ripetitiva ed inutile è anche e totalmente irresponsabile. Lo è nei confronti della stabilità del quadro politico, dell’equilibrio dei rapporti tra le istituzioni, della tranquillità e della serenità del paese. Ma lo è soprattutto nei confronti del Presidente della Repubblica sulle cui uniche spalle è stata gettata la responsabilità di farsi carico di un atto di assoluta irresponsabilità. Se qualcuno del Csm voleva dimostrare che non c’è più tempo da perdere nell’avviare la riforma dell’organo di autogoverno dei magistrati, ci è perfettamente riuscito!
AL VIA LA FINANZIARIA
Robin Hood tax sugli utili extra.
Nasce la Robin Hood tax. Si tratta di un prelievo straordinario sugli extrautili che banche, assicurazioni e petrolieri hanno prodotto grazie ai "guadagni di congiuntura"; cioè i benefici ottenuti dal ciclo economico. Nella sostanza, a banche e assicurazioni verranno ridotte le agevolazioni fiscali; mentre ai petrolieri dovrebbe essere aumentata l’aliquota Ires. Il gettito della nuova imposta servirà per finanziare gli interventi di riduzione fiscale sui carburanti; ma potrebbe essere anche destinato direttamente alle fasce meno fortunate della popolazione, pensionati in testa.
Se il greggio sale l'accisa scende.
Lo sconto sui carburanti legato al recupero dell’extragettito Iva per l’aumento dei prezzi del greggio diventerà automatico. Se il prezzo del greggio risulterà in aumento di 2 punti percentuali rispetto al valore di riferimento in euro indicato nel Dpef, scatterà una riduzione dell’accisa, a compensazione del maggior gettito Iva derivante dall’aumento del prezzo industriale dei prodotti. Verranno rafforzati i poteri del Garante dei prezzi in funzione anti-speculativa. Tra gli obiettivi la modernizzazione della rete distributiva e la liberalizzazione del mercato dei distributori in arrivo anche nei supermercati.
Agevolazioni sull'aliquota Iva.
In arrivo aiuti fiscali ai settori dell’agricoltura e della pesca per far fronte al caro-petrolio. Tra le misure allo studio della manovra c’è anche l’applicazione di un’aliquota Iva agevolata, al 5%, sul gasolio usato come carburante per questi settori. Si tratterebbe di una misura d’urgenza valida fino al 31 dicembre 2008 e che dovrebbe portare sollievo ai pescatori che vedono erosi dal caro-gasolio i propri margini di guadagno. Non è escluso, poi, che l’intervento immediato possa essere seguito da interventi più strutturali, magari negoziati a livello europeo.
Abolito il divieto di cumulo.
È in arrivo l’abolizione del divieto di cumulo fra pensione e reddito da lavoro. Tra le norme allo studio della prossima manovra finanziaria c’è anche la possibilità di cumulare interamente i redditi da lavoro dipendente e autonomo con le pensioni di anzianità, vecchiaia e invalidità a carico dell’assicurazione generale obbligatoria. A quanto sembra, però, il divieto di cumulo resta in vigore per le categorie di lavoratori la cui pensione viene gestita da enti di diritto privato. Una fattispecie in cui rientrano i giornalisti ma anche altre categorie professionali.
Enti inutili: via chi ha meno di 50 dipendenti.
Giorni contati per i piccoli enti pubblici non economici; cioè, quelli con meno di 50 dipendenti. La loro soppressione è prevista da una misura contenuta da un decreto legge che accompagna la manovra finanziaria. Funzioni e dipendenti passano al ministero di riferimento. In via di soppressione anche altri enti con più di 50 dipendenti per i quali non è prevista l’esplicita conferma dalla Finanziaria. Cinque gli enti che verranno sicuramente soppressi: Fondo bombole metano, Ente italiano della montagna, Istituto italiano per l’Africa e l’Oriente, Istituto Beata Lucia di Narni, Istituto agronomico d’oltremare.
Addio alla tassa sulle bilance.
Via la cosiddetta "tassa sulla bilancia" e l’elenco clienti e fornitori. Sono due delle norme su cui si starebbe lavorando al ministero dell’Economia a favore delle imprese; e che dovrebbero far parte del pacchetto di misure che verranno discusse domani dal Consiglio dei ministri, all’interno della manovra Finanziaria. Si tratterebbe dunque della soppressione dell’elenco dei clienti e dei fornitori ma anche della tassa sulle bilance con il passaggio dalle Camere di commercio ai Comuni delle verifiche periodiche degli strumenti metrici. Un intervento più volte chiesto dalle aziende.
I compiti delle comunità montane ereditati dai Comuni.
Due le ipotesi per il futuro delle comunità montane. La prima ipotesi prevede che ogni emolumento, indennità, gettone di presenza erogato in favore dei componenti degli organi delle comunità montane venga soppresso. Di conseguenza entro la fine del 2008 le Regioni provvederebbero a girare ai Comuni beni umani e strumentali delle comunità montane. La seconda ipotesi sarebbe invece quella di considerare le funzioni delle comunità come funzioni fondamentali di Comuni e Province che di conseguenza le erediterebbero in toto. Entrambe vanno nella direzione di una razionalizzazione degli enti pubblici.
Stop alle leggi incomprensibili.
Stop alle leggi con rimandi normativi incomprensibili. Si tratta insomma di rendere più leggibili i provvedimenti prevedendo che ogni norma per sostituire, modificare o abrogare norme vigenti debba indicare espressamente le norme che vengono sostituite, modificate, o abrogate. Un elemento di chiarezza che dovrebbe consentire anche risparmi di spesa. La misura dovrebbe far parte della serie di interventi messi a punto dal ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, e che potrebbero entrare nel pacchetto della manovra finanziaria.
Super multe ai redditi on line.
Chi pubblica redditi on line, o comunque attraverso qualsiasi mezzo, rischierà una sanzione che potrà arrivare fino ad un massimo di 90.000 euro. La multa prevista sarebbe infatti da 5.000 a 30.000 euro ma potrebbe essere triplicata se risultasse non efficace a seconda del livello di reddito di chi la riceve. Difficilmente il Garante della privacy dovrà in futuro bloccare la pubblicazione on line dei redditi degli italiani come ha fatto pochi mesi fa con l’Agenzia delle entrate che li aveva resi disponibili sul Web per la prima volta nel nostro Paese.
In mano ai privati i servizi pubblici.
Rivoluzione in vista nei servizi pubblici locali. Il governo, infatti, sta studiando una norma in base alla quale queste attività dovranno essere affidate o a spa private individuate mediante gare pubbliche o a società a partecipazione mista nelle quali però i privati debbono detenere almeno il 30%. Possibile l’affidamento in deroga a società interamente pubbliche solo se si dimostra che non è possibile un efficace ricorso al mercato. Allo studio anche misure per avviare un’impresa in un giorno e per recuperare 15 miliardi di risorse per le infrastrutture dal Fondo aree sottoutilizzate.
Banca del Sud: c'è già una dote di 5 milioni.
Riprova a vedere la luce la Banca per il Sud. Nata con la Finanziaria del 2006 e subito morta nella precedente legislatura, la manovra finanziaria le affida da parte dello Stato una dote di 5 milioni di euro. Sarà una società per azioni. La sede sarà in una regione meridionale e il capitale sarà aperto al contributo di privati e amministrazioni locali. Per rendere definito il percorso della Banca del Sud, le norme prevedono anche la creazione di un comitato promotore entro 120 giorni dall’entrata in vigore della norma che dovrà definire il profilo della nuova banca.
Sì ad assegni fino a 12.500 euro.
Si va verso un ritorno a 12.500 euro per la soglia massima di trasferimenti in contante e per gli assegni non trasferibili. La misura è una delle norme allo studio nel complessivo pacchetto della manovra finanziaria. Solo dal 30 aprile scorso le nuove norme antiriciclaggio hanno abbassato questa soglia a 5.000 euro prevedendo pesanti sanzioni amministrative che vanno dall’1% al 40% dell’importo negoziato. Per trasferire con un assegno somme pari o superiori a 5.000 euro, è oggi d’obbligo apporre la clausola "non trasferibile" nonché la indicazione del nome e della ragione sociale del beneficiario.
Nuove regole per il part time.
Modifiche in vista per le norme sui contratti a tempo determinato. In Finanziaria dovrebbero trovare spazio nuove regole per la disciplina dei contratti occasionali nell’ambito di un’impresa familiare, nei soli settori del commercio, del turismo e dei servizi. Novità in arrivo anche per l’apprendistato: la formazione aziendale dovrebbe essere totalmente regolata nell’ambito dei contratti collettivi di lavoro e dagli enti bilaterali. Allo studio anche una proroga di sei mesi per la delega sui lavori usuranti per consentire il pensionamento anticipato ai lavoratori che svolgono attività particolarmente gravose.
Benefit a chi vive vicino alle centrali.
Entro la fine dell’anno il governo definirà i criteri per l’individuazione dei siti per gli impianti di energia nucleare in Italia. È una delle misure contenute nella manovra finanziaria. Si tratterebbe di una delega al governo che, oltre a definire i criteri di localizzazione dei siti, dovrebbe anche individuare le misure compensative da riconoscere alle popolazioni interessate alla loro realizzazione. Queste "compensazioni" sarebbero indirizzate alle famiglie e alle imprese residenti nel territorio vicino al sito e gli oneri sarebbero sostenuti dalle imprese coinvolte nella costruzione o nell’esercizio degli impianti.
Spariscono le province.
Potrebbero presto scomparire le Province delle aree metropolitane. Vale a dire che Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli potrebbero rinunciare in tempi brevi agli uffici della Provincia. Secondo le misure previste dalla manovra, l’abolizione dovrebbe arrivare prima della data di cessazione dei consigli successiva all’entrata in vigore della manovra. Il piano per l’abolizione delle Province delle aree metropolitane si rifà al Testo unico sull’ordinamento degli enti locali dell’agosto del 2000 che prevedeva l’istituzione di nove città metropolitane.
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CASO RIFIUTI ARRIVANO GLI INDAGATI!
Caos rifiuti, 25 indagati a Napoli Tra le persone coinvolte Marta De Gennaro, responsabile del settore sanitario del Dipartimento della Protezione civile e già vice di Guido Bertolaso quando l'attuale sottosegretario era commissario ai rifiuti Traffico illecito di rifiuti, falso ideologico in atto pubblico e truffa aggravata ai danni dello Stato. Sono queste le accuse rivolte, a vario titolo, alle 25 persone finite oggi agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta "rompiballe" della procura di Napoli. Le accuse si riferiscono ad azioni compiute a partire dal 2006. La richiesta di arresti domiciliari era stata avanzata dalla procura alla fine dello scorso gennaio. Il nome che spicca fra tutti è quello di Marta De Gennaro, responsabile del settore sanitario del Dipartimento della Protezione civile e già vice di Guido Bertolaso quando l'attuale sottosegretario era commissario ai rifiuti. Tra i destinatari dell'ordinanza ci sarebbe anche Michele Greco, attuale dirigente della Regione Campania e precedentemente alla Protezione civile. E' arrivato un avviso di garanzia anche al prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, per alcune presunte irregolarità che avrebbe commesso nella gestione del commissariato rifiuti. In pratica gli indagati avrebbero permesso in alcune occasioni che le balle di spazzatura, in teoria rifiuti trattati e resi così idonei allo smaltimento in un termovalorizzatore, venissero aperte, e il contenuto inviato in discarica. Secondo le prime indiscrezioni si tratterebbe quindi di un sistema imperniato su un'attività di lavorazione dei rifiuti assolutamente fittizia. I rifiuti che uscivano imballati dai centri di raccolta presentavano identiche caratteristiche fisico-chimiche rispetto alla spazzatura d'origine. LA DIFESA "Sono convinto che gli sviluppi dell'inchiesta chiariranno la correttezza del mio comportamento - ha commentato Pansa - Attendo del tutto sereno - ha detto ancora il prefetto Pansa - l'esito degli accertamenti ed esprimo la fiducia massima nei confronti della magistratura". TECNICI A LAVORO Le trivelle e i tecnici dell'Arpac sono entrati nell'area della cava di Chiaiano, dove dovrà essere allestita una discarica di rifiuti. Dopo giorni di proteste, la notte scorsa erano state rimosse le barricate dai cittadini. Si va quindi pian piano normalizzando la situazione a Chiaiano. I manifestanti, infatti, hanno deciso di abbandonare i presidi che impedivano l'accesso a via Cupa del Cane, la strada che porta alle cave dove dovrebbe essere aperta la discarica. Prosegue comunque la protesta pacifica, che andrà avanti anche per tutta la mattinata di oggi.
ROMA - Dopo 15 anni il centrosinistra lascia la guida del Campidoglio e il Pdl centra, con la vittoria di Gianni Alemanno, il bersaglio più grosso: la Capitale. In principio è stato Francesco Rutelli, il sindaco in motorino che dal '93 ha avviato quel ''laboratorio Roma" che è stato ispiratore, sotto la regia di Goffredo Bettini, anche dell'Ulivo prima maniera, quello vittorioso alle politiche nel '96 con Romano Prodi. Un centrosinistra largo dal Ppi-Margherita a Rifondazione che ha governato ininterrottamente la capitale prima con Rutelli e poi fino al febbraio scorso con Walter Veltroni, che ha trasformato il laboratorio in ''modello Roma" definito come un "mix di inclusione sociale e sviluppo economico". Un destino incrociato tra i due ex sindaci che hanno tentato la doppia staffetta mancando il risultato riuscito al Veltroni-sindaco nel 2001. Allora Rutelli si dimise dal Campidoglio per correre alle politiche come candidato premier contro Berlusconi. Una partita persa, come è accaduto quest'anno anche al leader del Pd, ma che allora lanciò alla guida del Campidoglio Veltroni. L'ex segretario dei Ds vinse al ballottaggio contro il candidato di Forza Italia Antonio Tajani: 52,2% a 47,3%. Vittoria che oggi non è riuscito ad ottenere Rutelli, mancando il suo terzo mandato. L'ex sindaco in motorino vinse al ballottaggio nel '93 la sfida storica contro Gianfranco Fini e poi nel '97 contro Pierluigi Borghini governando la capitale durante il Giubielo del 2000. "Dopo 15 anni di buon governo del centrosinistra che ha enormemente cambiato in meglio la città si chiude un ciclo", ha dovuto ammettere oggi Bettini che volle alla guida del Campidoglio prima Rutelli e poi Veltroni. In questi 15 anni il centrosinistra ha rivendicato il cambiamento della città: dall'avvio della riqualificazione delle periferie al nuovo piano regolatore; al rilancio culturale con l'apertura del nuovo auditorium progettato da Renzo Piano e della teca dell'Ara Pacis opera dell'architetto americano Richard Meier e la Festa del Cinema lanciata da Veltroni. Realizzazioni sempre contestate dal centrodestra, in questi anni, come qualcosa di virtuale. Il Polo delle libertà, poi Pdl, ha sempre fatto un'opposizione dura, dei "no", come ha lamentato spesso il centrosinistra. Solo nell'ultima parte della consiliatura Veltroni è stato lo stesso Alemanno a praticare "un'opposizione costruttiva". Alemanno è riuscito così nella sfida che aveva mancato solo due anni fa contro Veltroni. Allora il sindaco uscente si era attestato, al primo turno, al 61,4%, mentre Alemanno si era fermato al 37%. Per l'esponente del Pdl, tuttavia, la vittoria di oggi ha un significato più grande. "Si chiude una partita cominciata nel '93'', ha spiegato facendo riferimento alla sfida che allora vide Francesco Rutelli vittorioso, nella corsa al Campidoglio, contro Gianfranco Fini. "Si tratta di una vittoria storica perché pone fine a 15 anni di malgoverno della sinistra e perché a conseguirla è An", ha sottolineato anche il leader di An Gianfranco Fini.



