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Parlamento 2008

ECCO LA SQUADRA DEI MINISTRI CHE FARANNO RIPARTIRE L'ITALIA  

Questa la lista dei ministri con portafoglio:

Franco Frattini al ministero degli Affari Esteri
Roberto Maroni al ministero dell’Interno
Angelino Alfano al ministero della Giustizia
Giulio Tremonti al ministero dell’Economia e Finanze
Claudio Scajola al ministero dello Sviluppo Economico
Mariastella Gelmini al ministero dell’Istruzione Università e Ricerca
Maurizio Sacconi al ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali
Ignazio La Russa al ministero della Difesa;
Luca Zaia al ministero delle Politiche Agricole, e Forestali
Stefania Prestigiacomo al ministero dell’Ambiente, Tutela Territorio e Mare
Altero Matteoli al ministero delle Infrastrutture e Trasporti
Sandro Bondi al ministero dei Beni e Attività Culturali

Questa la lista dei Ministri senza portafoglio:

Raffaele Fitto è ministro per i Rapporti con le Regioni
Gianfranco Rotondi è ministro per l’Attuazione del Programma
Renato Brunetta è ministro per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione
Mara Carfagna è ministro per le Pari opportunità
Andrea Ronchi è ministro per le Politiche Comunitarie
Elio Vito è ministro per i Rapporti con il Parlamento
Umberto Bossi è ministro per le Riforme per il Federalismo
Giorgia Meloni è ministro per le Politiche per i Giovani
Roberto Calderoli è ministro per la Semplificazione Normativa

A partire da questa legislatura, il numero totale dei componenti del Governo, compresi i Ministri senza portafoglio, vice Ministri e Sottosegretari non può essere superiore a 60, in virtù della norma contenuta nella finanziaria 2008 (art.1 comma 376 - Legge 244/2007) che ha ripristinato l'applicazione della riforma Bassanini. In particolare, tale riforma, varata nel 1999 (decreto legislativo n. 300), stabilisce in maniera tassativa la composizione ministeriale: Esteri, Interno, Giustizia, Difesa, Economia e Finanze, Attività Produttive e Commerciali (oggi denominato Sviluppo Economico), Politiche Agricole, Ambiente, Infrastrutture e Trasporti, Lavoro, Salute e Politiche Sociali, Istruzione Università e Ricerca, Beni Culturali.



Gianfranco Fini è il nuovo Presidente della Camera

Roma, 30 aprile 2008- Gianfranco Fini è il nuovo Presidente della Camera. Il leader di An e' stato eletto al quarto scrutinio con 335 voti. La maggioranza assoluta richiesta al quarto scrutinio per l'elezione del nuovo presidente della Camera era di 306 voti. I presenti e votanti sono stati 611. Le schede bianche sono state 259, quelle nulle 7, i voti dispersi 3 e Marantelli, deputato del Pd, ha ottenuto 7 voti. I risultati sono stati letti all'assemblea da Pierluigi Castagnetti che ha quindi decretato la proclamazione di Fini. L'elezione di Fini è stata salutata da un lungo applauso e da una standing ovation dei deputati del Pdl e Lega. I parlamentari di centrodestra hanno applaudito a lungo, tanto che il presidente dell'Assemblea, Pierluigi Castagnetti, li ha dovuti fermare chiedendo loro di "lasciare qualche applauso anche per la proclamazione". Applausi anche da qualche deputato dell'opposizione. Ad assistere alla seduta della Camera che ha eletto Gianfranco Fini nuovo presidente c'è anche la maggiore delle figlie di Gianfranco Fini, Giuliana, avuta dall'ex moglie Daniela Di Sotto.  Tratto dalle Nazione . Silvio Berlusconi Fans Club

ENTRO IL 4 MAGGIO I GRUPPI, POI VIA ALLE CONSULTAZIONI

Notizie Ansa
Dalla prima seduta convocata per martedi' 29 aprile (la Camera alle 10, il Senato alle 10:30)saranno sufficienti sei giorni, secondo una stima prudenziale ma credibile, per rendere possibili le consultazioni del presidente della Repubblica per la formazione del nuovo governo, con la costituzione dei gruppi parlamentari. Il lavoro di Giorgio Napolitano, dunque, potrebbe cominciare da lunedi' 5 maggio.Serviranno invece 10-11 giorni per rendere pienamente operativo il Parlamento, e cioe' con la costituzione delle commissioni e dei loro uffici di presidenza, anche se la solida maggioranza di cui dispone il Pdl potrebbe accorciare notevolmente i tempi. I regolamenti di Senato e Camera prevedono infatti tempi certi e anche abbastanza stretti per l'insediamento di tutti gli organi parlamentari, fino alla costituzione delle commissioni permanenti. Fatte salve le differenze dovute alla diversa grandezza numerica dei due rami del Parlamento (sono 630 i deputati, 315 i senatori ai quali si aggiungono i 7 senatori avita), le modalita' per la costituzione degli Uffici di presidenza, dei gruppi e per la nomina delle commissioni sono abbastanza simili.

PER PRESIDENTI, MAGGIORANZA ASSOLUTA SENATO E 2/3 ALLA CAMERA - La differenza piu' vistosa riguarda la maggioranza necessaria per eleggere i presidenti di Palazzo Madama e di Montecitorio, entrambi a scrutinio segreto. Per eleggere il presidente del Senato (art.4) e' necessaria la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Senato. Se non si raggiunge questa maggioranza nei primi due scrutini, il giorno successivo si procede ad una terza votazione nella quale e' sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando tra i voti anche le schede bianche. Per l'elezione del presidente della Camera (art.4) occorre invece la maggioranza dei due terzi dei componenti. Dal secondo scrutinio e' richiesta la maggioranza dei due terzi dei voti computando tra i voti espressi anche le schede bianche. Dopo il terzo scrutinio e' sufficiente la maggioranza assoluta dei voti.

DUE GIORNI PER COSTITUZIONE GRUPPI SENATO, TRE GIORNI CAMERA
- E' l'articolo 14 che disciplina, tanto al Senato quanto alla Camera, la nascita dei gruppi. Al Senato servono 10 senatori,alla Camera 20 deputati per costituire un gruppo. In entrambi i rami del Parlamento, gli uffici di presidenza possono autorizzare la costituzione di un gruppo di numero inferiore, tanto al Senato quanto alla Camera, a condizione che esso rappresenti un partito organizzato nel Paese. Entro 3 giorni dalla prima seduta, quindi entro il 3 maggio se si considera la festivita' del Primo, i senatori devono indicare il gruppo di appartenenza; i deputati hanno invece 2 giorni di tempo (dunque, se il presidente della Camera sara' eletto il 29 aprile, entro il 2 maggio). E' da questo momento, dunque, con i gruppi costituiti e i presidenti eletti, che il capo dello Stato potra' avviare le consultazioni per affidare l'incarico di formare il governo, ragionevolmente da lunedi' 5 maggio.

COSTITUZIONE DELLE COMMISSIONI PERMANENTI
- Entro 7 giorni dalla prima seduta (quindi, entro il 6 maggio), il presidente del Senato indice, per ogni gruppo da costituire, laconvocazione dei senatori che hanno dichiarato di volerne far parte. Da quel momento, ogni gruppo ha 5 giorni di tempo (si arriva cosi' all'11 maggio) per designare i propri rappresentanti nelle commissioni permanenti. Alla Camera il presidente ha invece 4 giorni di tempo dalla prima seduta (dunque fino al 3 maggio, sempre il presidente sia eletto il 29 aprile) per le convocazioni simultanee ma separate, dei deputati appartenenti a ciascun gruppo parlamentare e di quelli da iscrivere nel Gruppo misto. Alla luce del risultato elettorale e della solida maggioranzadi cui dispone il Pdl, il Parlamento dovrebbe entrare nell'operativita' piena, dunque con tutte le commissioni insediate e i presidenti eletti, entro il 10-12 maggio.
Silvio Berlusconi FansClub

» 2008-04-30 20:14
PARLAMENTO: MARTEDI' LE VICEPRESIDENZE, TENSIONE PD-IDV
di Anna Laura Bussa

ROMA - Se per la squadra di governo è solo questione di "ritocchi", come sostengono nel Pdl, perché c'é da trovare una sintesi solo tra le forze di maggioranza, il discorso sembra farsi più complesso per la 'geografia' del potere parlamentare: qui, entro le votazioni in calendario per martedì, si devono conciliare anche le esigenze dell'opposizione.

Le poltrone riservate alla minoranza sono quelle di quattro vicepresidenti (due alla Camera e due al Senato), due questori, il presidente della commissione di Vigilanza Rai, quello dell'ex Copaco, quelli delle Giunte. Ma su queste caselle sale la tensione. Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro rivendica per sé la vicepresidenza di Montecitorio, ma il Pd l'ha già promessa al centrista Rocco Buttiglione che così lascerebbe il campo libero per un'altra presidenza: quella della Costituente di centro, in fase di avvio, a Savino Pezzotta. Per l'Idv la vicepresidenza così potrebbe scattare al Senato, ma lì non ha grossi calibri da sfoderare. Alla Camera invece c'é Di Pietro. Il Pd però non vuol sentir ragione e Dario Franceschini avrebbe ribadito il suo 'niet' al capogruppo Idv Massimo Donadi, offrendo piuttosto la presidenza della commissione di Vigilanza per Giuseppe Giulietti. Non esiste, avrebbero detto i dipietristi, l'ex giornalista Rai è stato eletto come indipendente, non può essere considerato uno organico al partito. In cambio della vicepresidenza della Camera, l'Idv sarebbe stato disposto anche a rinunciare all'incarico di segretario d'Aula ruolo ricoperto al momento dalla tesoriera Silvana Mura. Il Pd però sembra irremovibile: con l'Udc l'accordo è già concluso e poi l'altro scranno libero dovrebbe toccare alla componente ex diessina.

Sempre se al Senato l'alto incarico dovesse toccare ad un ex Dl come Francesco Rutelli. Questa ipotesi però non sembra più così forte: i candidati in campo sarebbero Vannino Chiti o Marco Follini. Se così fosse, alla Camera avrebbero chance Rosy Bindi o Pierluigi Castagnetti. In caso contrario, sarebbero in corsa Piero Fassino o Giovanna Melandri. Il Pd comunque ha convocato per lunedì un'assemblea dei senatori per sciogliere il nodo. Sul fronte della maggioranza, uno dei vicepresidenti di Montecitorio potrebbe essere il forzista Antonio Leone, mentre la Lega punta su Rosy Mauro per il ruolo di vice a Palazzo Madama. Per quanto riguarda l'ipotesi di Pietro Ichino alla commissione Lavoro del Senato, nel Pd si fa notare che si tratterebbe più che altro di "un'ipotesi di scuola, legata a tante altre variabili". Per le presidenze delle commissioni permanenti a Palazzo Madama alcuni nomi circolano già, come quello di Lamberto Dini per gli Esteri.

La presidenza di questo organismo parlamentare però potrebbe toccare anche all'ex sottosegretario alla Farnesina Giampaolo Bettamio. Il Carroccio prova a mettere il cappello invece sulla Bilancio candidando Paolo Franco o Massimo Garavaglia, mentre per la Sanità propone la neo eletta Rossana Boldi. Alla Camera si dà quasi per certa Danila Aprea (Fi) alla presidenza della commissione Cultura, mentre per la Difesa si fa il nome di Edmondo Cirielli (An). Agli Affari Costituzionali potrebbe andare Gaetano Pecorella in attesa della Consulta (al posto del dimissionario Vaccarella), ma c'é anche l'ipotesi di Donato Bruno se non dovesse andare al Viminale come sottosegretario con deleghe 'pesanti'. Italo Bocchino (An) dovrebbe diventare vicecapogruppo del Pdl, mentre Mario Landolfi viceministro alle Attività Produttive-Comunicazioni. La Giustizia potrebbe toccare anche ad Alfredo Mantovano, mentre i due nuovi questori dovrebbero essere Antonio Mazzocchi (An) e Francesco Colucci (Fi).
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