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Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi Story

Silvio Berlusconi (Milano, 29 settembre 1936) è un politico e imprenditore italiano, presidente del Consiglio dei ministri in carica dal maggio 2008. È fondatore e proprietario della società multimediale Fininvest (oggi Mediaset), fondatore e presidente del movimento politico Forza Italia e presidente del club calcistico A.C. Milan. È conosciuto anche come Il Cavaliere in ragione dell’onorificenza conferitagli nel 1977 di cavaliere del Lavoro.

Da uomo politico siede alla Camera dei Deputati dal 1994, anno della sua prima elezione. Ha tenuto quattro mandati di presidente del Consiglio: il primo nella XII legislatura (1994), due consecutivi nella XIV (2001/2005 e 2005/2006)[2]; infine, l’attuale, nella XVI (2008).

Secondo la stima elaborata dalla rivista Forbes, nel 2008 Silvio Berlusconi è il terzo uomo più ricco d’Italia e il 90° più ricco del mondo, con un patrimonio stimato in 9,4 miliardi di dollari USA.[3] [4]

Indice

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  • 1 Note biografiche
  • 2 Attività imprenditoriale
    • 2.1 Edilizia
    • 2.2 Televisioni
    • 2.3 Editoria e media
    • 2.4 Commercio e assicurazioni
    • 2.5 Sport
  • 3 Attività politica
    • 3.1 La discesa in campo
    • 3.2 Campagna elettorale ed elezioni del 1994
    • 3.3 Campagna elettorale 1996 e capo dell'opposizione fino al 2001
    • 3.4 Campagna elettorale 2001 e capo del governo fino al 2006
    • 3.5 Campagna elettorale 2006
    • 3.6 La nascita del Popolo della Libertà e la vittoria del 2008
    • 3.7 Governi presieduti
  • 4 Riconoscimenti
  • 5 Critiche e aspetti controversi
    • 5.1 Il "berlusconismo"
    • 5.2 I temi caldi dell'attività imprenditoriale
      • 5.2.1 I finanziamenti di origine ignota
        • 5.2.1.1 La difesa
      • 5.2.2 I rapporti con Dell’Utri e Mangano
      • 5.2.3 Le televisioni nazionali
    • 5.3 I temi caldi dell'attività politica
      • 5.3.1 Conflitto di interessi
      • 5.3.2 I rapporti col mondo dell'informazione
        • 5.3.2.1 Dichiarazione contro Biagi, Santoro e Luttazzi
        • 5.3.2.2 L'intercettazione della Telefonata con Saccà
        • 5.3.2.3 La legge Gasparri e il lodo Retequattro
        • 5.3.2.4 Dissapori con la TV pubblica
    • 5.4 Procedimenti giudiziari a carico di Berlusconi
      • 5.4.1 Accuse di influenza politica sui processi
  • 6 Influenza culturale
    • 6.1 Musica
    • 6.2 Film e documentari su Berlusconi
  • 7 Note
  • 8 Bibliografia
  • 9 Voci correlate
  • 10 Altri progetti
  • 11 Collegamenti esterni
  • 12 Uffici di governo

 

Note biografiche

È il primogenito di una famiglia della piccola borghesia milanese. Il padre Luigi (Saronno, 1908 - Milano, 1989) era impiegato alla Banca Rasini, dove lavorò fino a diventarne procuratore generale. Dall'unione matrimoniale di Luigi con Rosa Bossi (Milano, 25 gennaio 1911 - 3 febbraio 2008) (detta Rosella, ex-segretaria del gruppo Pirelli), oltre a Silvio nascono:

  • Maria Antonietta Berlusconi (1943);
  • Paolo Berlusconi (Milano, 6 dicembre 1949), anch'egli imprenditore.

Nel 1954 Silvio consegue la maturità classica al liceo salesiano "Sant'Ambrogio" di Milano. Si iscrive quindi alla facoltà di Giurisprudenza presso l'Università Statale, dove si laurea in legge nel 1961 con lode, presentando una tesi sul contratto di pubblicità per inserzione – relatore il professor Remo Franceschelli – che gli vale una borsa di studio.[5] Dopo la laurea non svolge il servizio militare[6] e si mette in affari acquistando un terreno, all'inizio degli anni '60 conosce Carla Elvira Lucia Dall'Oglio (La Spezia, 12 settembre 1940) che sposerà nel 1965 e dalla quale ha due figli:

  • Maria Elvira (Milano, 10 agosto 1966), detta Marina, presidente della Fininvest e del gruppo Arnoldo Mondadori Editore;
  • Pier Silvio (Milano, 28 aprile 1969), vicepresidente di Mediaset.

Nel 1985 divorzia da Carla Dall'Oglio ed ufficializza il legame con Veronica Lario, nome d'arte di Miriam Bartolini[7] (Bologna, 19 luglio 1956), attrice, che sposa nel 1990.

Dal legame con Veronica nascono tre figli:

  • Barbara, (Arlesheim, Svizzera, 30 luglio 1984) (nata quindi durante il precedente matrimonio), laureata in filosofia, entrata dal settembre 2003 nel Consiglio di Amministrazione della Fininvest[8] e diventata mamma (di Alessandro) il 30 ottobre 2007;[9]
  • Eleonora (Arlesheim, Svizzera, 7 maggio 1986), fondatrice insieme a Barbara ed altri sette amici dell'associazione di beneficenza "Milano Young Onlus";[10]
  • Luigi (18 ottobre 1988), quinto ed ultimo figlio.

 

Attività imprenditoriale

 

Edilizia

Dopo le prime saltuarie esperienze lavorative giovanili come cantante e intrattenitore sulle navi da crociera insieme all’amico Fedele Confalonieri [11] e come venditore porta a porta di scope elettriche insieme all’amico Guido Possa[12] iniziò l’attività di agente immobiliare[13] e nel 1961 fondò la Cantieri Riuniti Milanesi Srl insieme al costruttore Pietro Canali. Il primo acquisto è un terreno in via Alciati a Milano, grazie alla fideiussione del banchiere Carlo Rasini (titolare e cofondatore della Banca Rasini, nella quale lavorava il padre di Berlusconi).

Nel 1963 fonda la Edilnord Sas in cui è socio d'opera accomandatario, mentre Carlo Rasini e il commercialista svizzero Carlo Rezzonico sono soci accomandanti. In quest'azienda Carlo Rezzonico fornisce i capitali attraverso la finanziaria Finanzierungsgesellschaft für Residenzen AG di Lugano.[14] Gli anonimi capitali della finanziaria svizzera vengono in parte depositati presso l'International Bank di Zurigo, e pervengono alla Edilnord attraverso la Banca Rasini.

Nel 1964 l'azienda di Berlusconi apre un cantiere a Brugherio per edificare una città modello da 4000 abitanti. I primi condomìni sono pronti già nel 1965, ma non si vendono con facilità.[15]

Nel 1968 nasce la Edilnord Sas di Lidia Borsani e C. (la Borsani è cugina di Berlusconi), generalmente chiamata Edilnord 2, acquistando 712 mila m² di terreni nel comune di Segrate, dove sorgerà Milano 2, in seguito alla concessione edilizia ottenuta nel 1969.

Nel 1972 viene liquidata la Edilnord e creata la Edilnord Centri Residenziali Sas di Lidia Borsani, quest'ultima socia accomandante, con i finanziamenti della Aktiengesellschaft für Immobilienlagen in Residenzzentren AG di Lugano.

Nel 1973 viene fondata la Italcantieri, prima come Srl, poi come Spa nel 1975, con Silvio Berlusconi quale presidente. I capitali sono di due fiduciarie svizzere e precisamente della Cofigen,[16] legata al finanziere Tito Tettamanti e alla Banca della Svizzera Italiana,[17] e della Eti AG Holding di Chiasso,[18] il cui amministratore delegato è Ercole Doninelli.[19] Nello stesso anno, tramite l'avvocato Cesare Previti, Berlusconi acquista ad Arcore, pagandola un prezzo di favore, la Villa San Martino ed alcuni terreni contigui[20]. La proprietà gli è venduta da Annamaria Casati Stampa di Soncino, ereditiera da una nota famiglia nobiliare lombarda, rimasta orfana nel 1970 e in difficoltà finanziarie a causa di debiti con il fisco, di cui l'avvocato Previti è tutore legale[20].

Nel 1974 viene costituita l'Immobiliare San Martino, a Roma, amministrata da Marcello Dell'Utri (amico di Berlusconi fin dagli anni universitari con Fedele Confalonieri), con il finanziamento di due fiduciarie della Banca Nazionale del Lavoro (BNL), la Servizio Italia Fiduciaria Spa e la Società Azionaria Fiduciaria.

Nel 1977, a coronamento di questa ampia e riuscita attività edilizia, Silvio Berlusconi viene nominato cavaliere del lavoro dal presidente della Repubblica Giovanni Leone.

Nel gennaio 1978 viene liquidata la Edilnord per dare vita alla Milano 2 Spa, costituita a Segrate dalla fusione con l'Immobiliare San Martino Spa.

 

Televisioni

Dopo l'esperienza in campo edilizio Berlusconi allarga il proprio raggio d'affari anche al settore della comunicazione e dei media. Nel 1976, infatti, la sentenza n.202 della Corte costituzionale apre la strada all'esercizio dell'editoria televisiva anche ad emittenti locali, fino ad allora appannaggio soltanto dello Stato.

Nel 1978 rileva dal fondatore Giacomo Properzj, Telemilano, una televisione via cavo, operante dall'autunno del 1974 nella zona residenziale di Milano 2. A tale società due anni dopo viene dato il nome di Canale 5, ed assume la forma di rete televisiva a livello nazionale, comprendente più emittenti.

Il canale nel 1981 trasmette il Mundialito, un torneo di calcio fra nazionali sudamericane ed europee, compresa quella italiana. Per tale evento, nonostante gli iniziali pareri sfavorevoli da parte di ministri del governo Forlani, ottiene dalla RAI l'uso del satellite e la diretta per la trasmissione in Lombardia, mentre nel resto d'Italia l'evento viene trasmesso in differita.

A partire dal 1981, Berlusconi inizia ad utilizzare la propria rete di emittenti locali come se fosse un'unica emittente nazionale: registrando con un giorno d'anticipo tutti i programmi e le pubblicità e trasmettendo il tutto il giorno seguente in contemporanea in tutta Italia.

Nel 1982 il gruppo si allarga con l'acquisto di Italia 1 dall'editore Edilio Rusconi e di Rete 4 nel 1984 dal gruppo editoriale Mondadori (all'epoca controllato dall'editore Mario Formenton).

Il gruppo Fininvest riesce perciò a spezzare l'allora monopolio televisivo RAI. Nel 1990 la Legge Mammì permette a Berlusconi la diffusione a livello nazionale di programmi radiotelevisivi privati.

Negli anni seguenti il gruppo si diffonde in Europa: in Francia fonda La Cinq (1986) (la cui chiusura nel 1992 fu molto controversa) in Germania Tele 5 (si legge Telefünf, nel 1987, chiuderà nel 1992), in Spagna Telecinco (1990, ancora oggi attiva).

 

Editoria e media

Nel campo editoriale diventa, ed è, il principale editore italiano nel settore libri e periodici, in quanto azionista di maggioranza di Mondadori (in cui è confluita negli anni novanta la Silvio Berlusconi Editore, fondata dal magnate milanese negli anni '80 e attiva nella stampa periodica, e che comprò Tv Sorrisi e Canzoni) ed Einaudi (comprata dalla prima), e di alcune rilevanti case minori (Elemond, Sperling & Kupfer, Grijalbo, Le Monnier, Pianeta scuola, Edizioni Frassinelli, Electa Napoli, Riccardo Ricciardi editore, editrice Poseidona).

Nel campo della distribuzione audiovisiva, Berlusconi è stato socio dal 1994 al 2002 attraverso Fininvest, di Blockbuster Italia. Controlla inoltre il gruppo Medusa Cinema.

 

Commercio e assicurazioni

Berlusconi effettua anche investimenti nel settore delle grandi distribuzioni, acquisendo il gruppo Standa dalla Montedison e i Supermercati Brianzoli.

Negli anni tra il '97 e il '98 scorpora e vende, Euromercato al gruppo Carrefour-GS, la parte "non alimentare" al gruppo Coin e la parte "alimentare" a Gianfelice Franchini, ex proprietario dei Supermercati Brianzoli. A tal proposito Berlusconi dichiarerà in seguito di esser stato costretto a vendere la Standa a seguito della sua entrata in politica, affermando che i Comuni gestiti da giunte di centrosinistra non gli concedevano le necessarie autorizzazioni per aprire nuovi punti vendita. Secondo i critici di Berlusconi l'acquisizione e la successiva vendita della Standa sarebbe stata determinata dalla volontà di creare una liquidità per il gruppo Fininvest nel periodo difficile per il suo gruppo (1990-1994) in cui egli stesso aveva asserito di essere esposto con le banche per oltre novemila miliardi (di lire) di debiti.[citazione necessaria]

Il Gruppo Fininvest, con le società Mediolanum e Programma Italia, ha una forte presenza anche nel settore delle assicurazioni e della vendita di prodotti finanziari.

 

Sport

Dopo un iniziale interessamento all'acquisto dell'Inter,[21] dal 20 febbraio 1986 Silvio Berlusconi è proprietario del Milan, club calcistico del quale resse la presidenza dal giorno dell'acquisto fino al 21 dicembre 2004, quando lasciò la carica a seguito dell'approvazione di una legge disciplinante i conflitti d'interesse. Ricopre di nuovo la carica dal 15 giugno 2006, non essendo più presidente del Consiglio.

Sotto la sua gestione il Milan si è laureato 7 volte campione d’Italia, 5 volte campione d’Europa e 3 volte campione del mondo; ha vinto inoltre 5 Supercoppe nazionali e 5 europee nonché una Coppa Italia.

Nei primi anni novanta estese l’attività sportiva del Milan cambiandone il nome in Athletic Club (per mantenere l’acronimo), e trasformandolo in società polisportiva costituita comprando i titoli sportivi di società lombarde di varie discipline quali baseball, rugby, hockey su ghiaccio, pallavolo e acquistando per importi mai visti in precedenza i migliori giocatori a disposizione. La polisportiva si sciolse nel 1994 dopo la vittoria elettorale e le squadre in essa accorpate (Amatori Milano di rugby, Gonzaga Milano, già Mantova, di pallavolo, Devils Milano di hockey e Baseball Milano) seguirono destini diversi.

 

Attività politica

 

La discesa in campo

Per approfondire, vedi la voce Discesa in campo.
Silvio Berlusconi sul palco al DatchForum, nel giugno 1995
Silvio Berlusconi sul palco al DatchForum, nel giugno 1995
Da sinistra, Jacques Chirac, George W. Bush, Tony Blair e Silvio Berlusconi
Da sinistra, Jacques Chirac, George W. Bush, Tony Blair e Silvio Berlusconi

Nel novembre 1993, in occasione delle elezioni comunali di Roma, auspicò la vittoria di Gianfranco Fini, all'epoca segretario del MSI, che correva per la carica di sindaco contro Francesco Rutelli.

Nell'inverno del 1993, in seguito al vuoto politico che si era formato dopo lo scandalo di Tangentopoli, Berlusconi decide di scendere direttamente in prima persona nell'arena politica italiana. Dall'esperienza dei club dell'Associazione Nazionale Forza Italia, guidati da Giuliano Urbani e dalla diretta discesa in campo di funzionari delle sue imprese, soprattutto di Publitalia 80, nasce così il nuovo movimento politico Forza Italia. Allo stesso tempo Berlusconi dà le dimissioni da alcuni incarichi di imprenditore presso il gruppo da lui fondato (affidando la gestione ai figli o a persone di fiducia e mantenendone la proprietà), e dà vita ad uno schieramento di centrodestra con lo scopo di ridare una rappresentanza agli elettori moderati e contrapporsi ai partiti di centro-sinistra.

Si apre subito un dibattito sulle ragioni della scelta di Berlusconi che vede contrapporsi sostanzialmente due posizioni: quella di chi ne vedeva una scelta dettata dall'amor di patria e senso di responsabilità (godendo già lui di ricchezza e potere e vedendo l'ascesa degli ex-comunisti come un pericolo per l'Italia)[22] e quella di chi ne vedeva una scelta dettata dalla convenienza personale (finalizzata a salvare le sue aziende sull'orlo del fallimento[23] ed evitare il carcere).

L'eleggibilità di Berlusconi è anche oggetto di dibattito, in relazione all'articolo 10 della legge n.361 del 1957, secondo cui «non sono eleggibili (...) coloro che (...) risultino vincolati con lo Stato (...) per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica». La Giunta per elezioni della Camera nel 1994 ha convalidato l'elezione di Berlusconi.[24]

Berlusconi si propone come innovatore e modernizzatore dello Stato, promette una forte sburocratizzazione e riorganizzazione degli apparati pubblici, ed un forte ridimensionamento della disoccupazione promettendo un milione di posti di lavoro.

 

Campagna elettorale ed elezioni del 1994

Per approfondire, vedi la voce Legislature della Repubblica Italiana/XII Legislatura.

Grazie anche ad una massiccia campagna elettorale, le elezioni politiche del 27 marzo 1994 si concludono con un successo del suo partito in corsa con Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini e con la Lega Nord di Umberto Bossi. Negli ultimi mesi di campagna elettorale, alcuni fra i volti più famosi[25] delle reti Fininvest dichiarano in televisione il loro appoggio politico, all'interno dei programmi di intrattenimento da loro condotti, scatenando reazioni che scaturiscono nella discussa par condicio.

La prima esperienza di governo di Silvio Berlusconi ha però vita dura e breve, e si conclude nel dicembre dello stesso anno, quando la Lega Nord ritira l'appoggio al Governo. Il 22 dicembre Berlusconi rassegna le proprie dimissioni al presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Al suo posto viene formato un governo tecnico, il governo Dini.

Negli anni successivi il fallimento del suo governo Berlusconi attribuisce la responsabilità della caduta del suo governo all'inaffidabilità di Bossi.[26] In seguito, anche per il riavvicinamento con la Lega Nord nel 2001, accusa la magistratura e Scalfaro, il quale, secondo lo stesso Berlusconi, avrebbe indotto Bossi a ritirare l'appoggio all'esecutivo.[27] Polo e Lega si riconcilieranno in occasione delle elezioni politiche del 2001.

 

Campagna elettorale 1996 e capo dell'opposizione fino al 2001

Per approfondire, vedi la voce Legislature della Repubblica Italiana/XIII Legislatura.

Le successive elezioni sono vinte da L'Ulivo (con l'appoggio esterno di Rifondazione Comunista), la coalizione di centrosinistra capeggiata da Romano Prodi. Berlusconi guida l'opposizione di centrodestra fino al 2001.

Durante la legislatura collabora con Massimo D'Alema alla Bicamerale, che si occupa principalmente di riforme costituzionali e giudiziarie (per approfondimenti si veda la voce sulle riforme giudiziarie dell'Ulivo).

 

Campagna elettorale 2001 e capo del governo fino al 2006

Per approfondire, vedi la voce Legislature della Repubblica Italiana/XIV Legislatura.

Le elezioni del 2001 portano alla vittoria la coalizione di centrodestra capeggiata da Silvio Berlusconi. Alle elezioni il centrodestra si presenta di nuovo alleato con la Lega Nord mentre il centrosinistra si presenta diviso. Durante la campagna elettorale Berlusconi sigla, presso la trasmissione Porta a Porta di Bruno Vespa, il cosiddetto Contratto con gli italiani: un accordo fra lui ed i suoi potenziali elettori in cui si impegna, in caso di vittoria, a realizzare ingenti sgravi fiscali, il dimezzamento della disoccupazione, l'avviamento di decine di opere pubbliche, l'aumento delle pensioni minime e la riduzione del numero di reati; impegnandosi altresì a non ricandidarsi alle successive elezioni nel caso in cui almeno quattro dei cinque punti principali non fossero stati mantenuti.

Berlusconi viene per la seconda volta nominato Presidente del Consiglio, dando inizio al Governo Berlusconi II.

Durante il secondo semestre del 2003 ricopre la carica di Presidente del Consiglio dell'Unione Europea in quanto capo del Governo italiano.

Nella primavera del 2005, a seguito della pesante sconfitta della Casa delle Libertà alle elezioni regionali, si apre una rapida crisi di governo: Berlusconi si dimette il 20 aprile e dopo solo due giorni viene varato il Governo Berlusconi III che ricalca in gran parte come composizione e azione politica il precedente Governo Berlusconi II.

1° marzo 2006, Silvio Berlusconi parla innanzi al Congresso degli Stati Uniti riunito in sessione plenaria.
1° marzo 2006, Silvio Berlusconi parla innanzi al Congresso degli Stati Uniti riunito in sessione plenaria.

 

Campagna elettorale 2006

Per approfondire, vedi le voci Legislature della Repubblica Italiana/XV Legislatura e Elezioni politiche italiane del 2006.

Il periodo pre-elettorale è infiammato dalla pubblicazione di sondaggi che prevedono una vittoria dell'Unione con circa il 5% di scarto, commissionati prevalentemente da quotidiani nazionali ed emittenti televisive. Solo tre sondaggi elaborati su commissione di Berlusconi da una società statunitense attribuiscono un lieve vantaggio per la Casa delle Libertà.

I due candidati si incontrano in due dibattiti televisivi molto seguiti, andati in onda su Raiuno. Berlusconi conclude il secondo dibattito il 3 aprile annunciando a sorpresa, di voler eliminare l'Imposta Comunale sugli Immobili (ICI) sulla prima casa.[28] Nei giorni successivi, durante la trasmissione Radio anch'io su Radio Uno, promette anche l'eliminazione della tassa sui rifiuti.[29]

L'esito delle elezioni del 2006 è caratterizzato da una forte incertezza perdurata fino al termine dello scrutinio delle schede e si risolve con una leggera prevalenza della coalizione di centrosinistra capeggiata da Romano Prodi, che vince le elezioni.

Dopo l'esito del voto, Berlusconi inizialmente contesta il risultato delle votazioni denunciando brogli e chiedendo il riconteggio dei voti. Successivamente giudica l'esito un «sostanziale pareggio», e suggerisce di formare un governo istituzionale di coalizione ispirato alla "Grosse Koalition" tedesca. La proposta è però rifiutata dai partiti del centrosinistra e dalla Lega Nord. Il governo va così a Prodi e al centrosinistra.

Le Giunte per le elezioni, attivatesi per il riconteggio delle schede bianche e nulle,[30] nel settembre 2007 confermeranno il risultato elettorale.[31]

 

La nascita del Popolo della Libertà e la vittoria del 2008

Per approfondire, vedi la voce Il Popolo della Libertà.

Dal 16 al 18 novembre 2007 Berlusconi ha organizzato una petizione popolare per richiedere elezioni anticipate, con l'obiettivo di raccogliere almeno 5 milioni di firme. Il risultato comunicato da Sandro Bondi è stato di 7.027.734,[32] sebbene ci sia chi ha avanzato dubbi sulla cifra e sulla verifica della regolarità delle adesioni via Internet e via SMS.[33] Con questa cifra alla mano, il 18 novembre durante un comizio in piazza San Babila a Milano Berlusconi ha annunciato lo scioglimento di Forza Italia e la nascita del Popolo della Libertà, un nuovo soggetto politico contro i «parrucconi della politica».[34] Il giorno successivo, in una conferenza stampa tenuta a Roma in Piazza di Pietra ha sostenuto che «il bipolarismo […] nella presente situazione italiana, con la frammentazione dei partiti che esiste, non è qualcosa che può funzionare per il governo del Paese»[35] e ha dichiarato la sua disponibilità a trattare per la realizzazione di un sistema elettorale proporzionale puro con sbarramento alto per evitare il frazionamento dei partiti.
Berlusconi ha affermato che il nuovo partito «intende rovesciare la piramide del potere»[36] e che la scelta del nome, dei valori, dei programmi, dei rappresentanti e del leader del nuovo soggetto politico spetta ai cittadini e non alle segreterie. Una successiva petizione popolare tenutasi il 1° e 2 dicembre 2007 ha stabilito, con il 63,14% delle preferenze, che il nome di tale formazione politica fosse Il Popolo della Libertà. Tale nome era già stato utilizzato per definire i partecipanti alla manifestazione contro il Governo Prodi tenutasi il 2 dicembre 2006 che aveva visto, secondo gli organizzatori, scendere in piazza 2.200.000 persone.

Durante la XV Legislatura Berlusconi come deputato è stato l'onorevole più assenteista: 4623 assenze su 4693 sedute parlamentari.[37]

Il 14 aprile 2008 la coalizione formata da Popolo della Libertà, Lega Nord e Movimento per l'Autonomia a sostegno della candidatura di Silvio Berlusconi a Presidente del Consiglio ha vinto le elezioni politiche con un'ampia maggioranza[38] in entrambi i rami del Parlamento. Nello specifico, PdL, Lega ed MpA hanno conquistato il 46,8% (344 seggi) di voti alla Camera e il 47,3% (174 seggi) al Senato, staccando di oltre nove punti gli avversari diretti del PD in entrambi i casi.

Il giuramento l'8 maggio 2008
Il giuramento l'8 maggio 2008

L'8 maggio 2008 ha giurato nelle mani del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano diventando per la quarta volta Presidente del Consiglio dei Ministri.[39]

 

Governi presieduti

  • Governo Berlusconi I, dal 10 maggio 1994 al 22 dicembre 1994.
  • Governo Berlusconi II, dall'11 giugno 2001 al 23 aprile 2005.
  • Governo Berlusconi III, dal 23 aprile 2005 al 17 maggio 2006.
  • Governo Berlusconi IV, dall'8 maggio 2008

 

Riconoscimenti

Silvio Berlusconi, capo dell'opposizione, alla Parata del 2 giugno 2007
Silvio Berlusconi, capo dell'opposizione, alla Parata del 2 giugno 2007
Cavaliere dell'Ordine al merito del Lavoro - nastrino per uniforme ordinaria

Cavaliere dell'Ordine al merito del Lavoro

«Dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza con il massimo dei voti, decise di dar vita ad una attività indipendente nel settore dell'industria edile fondando la Società "Cantieri Riuniti Milanesi S.p.A.". Nel 1963 ha costituito la Società "Edilnord" che ha realizzato, tra l'altro in provincia di Milano, un centro per quattromila abitanti, il primo in Lombardia dotato di centro commerciale, centro sportivo, campi di giuoco, scuole materne ed elementari. Dal 1969 al 1975. in applicazione di una nuova concezione urbanistica Silvio Berlusconi ha realizzato la costruzione di "Milano 2", una città per diecimila abitanti contigua a Milano. dotata di tutte le più moderne attrezzature pubbliche e sociali la prima unità urbana in Italia con tre circuiti differenziali per auto, ciclisti e pedoni. È Presidente e Direttore Generale della Edilnord progetti S.p.A. e Presidente della Fininvest S.p.A.»
— 1977, nominato dal presidente della Repubblica Giovanni Leone.
  • Il 27 novembre 1991 ha ricevuto una laurea honoris causa in ingegneria gestionale dall'Università della Calabria.[40]
  • Il 23 settembre 2003, a New York, gli è stato consegnato il premio "Statista dell'anno" dalla Anti-Defamation League, l'organizzazione ebraica che combatte l'antisemitismo nel mondo.[41]
  • Il 1° marzo 2006, Berlusconi è stato ospite d'onore al Congresso degli Stati Uniti dove ha tenuto un discorso[42] davanti al congresso in seduta plenaria.
  • Il 2 marzo 2006, negli Stati Uniti d'America, durante l'annuale celebrazione del "saluto alla Libertà", la Intrepid Foundation, ente privato statunitense, lo ha insignito del premio Libertà Intrepid 2006 per «la coraggiosa leadership contro il terrorismo».
  • Il 27 settembre 2006, gli viene riconosciuto il premio "Madonnina d'oro" offerto dalla Comunità Incontro di Don Gelmini per il contributo personale dato alla ricostruzione di alcune strutture in Bolivia e in Thailandia, dopo lo tsunami.